Dopo aver preso in considerazione una serie di alternative teatrali ed avendo deciso, vista l’evidente necessità di ricaricare le batterie nervose, di impostare la giornata all’insegna del “no fuss, let’s keep it simple”, i BIB si dirigevano al Vue per l’atteso appuntamento con la trasposizione cinematografica… del primo musical visto insieme nel West End! (su, lettori, fate tutti awwww, per favore!!)
WHEN: Saturday, 26th June 2008
WHERE: Vue @ the N1
E tutto si può dire, ma non che manchi all’operazione il feel-good element, perché uscendo dal cinema dopo la proiezione il clima è proprio quello spensierato e vacanziero, che benissimo si sposava con il clima estivo e rilassato di una Londra baciata dal sole dove i locals non in vacanza erano molto, molto decisi a trascorrere quanto più tempo possibile outdoors invadendo strade e tavolini all’aperto dei locali fino a molto più tardi del solito… (scusate lettori, se non si fosse ancora capito, i BIB sono in quella fase in cui il bisogno della vacanza si fa sentire).
Insomma: per chi conosce il musical da cui tutto nasce, il film è una gradevolissima occasione per rivederlo portato finalmente nella cornice più suggestiva di una reale isoletta nel Mediterraneo, sole e mare fino a dove l’occhio si può spingere, ed i colori intensi dell’estate. Come già in altre trasposizioni di musical, è per certo quello ambientale uno degli aspetti che più ci guadagna, perché immaginarsi l’intera sezione maschile dell’ensemble che, pinne ai piedi, si butta in acqua da un pontile stretti nella cornice di un palcoscenico è un po’ più arduo che vederlo concretamente, e quel mare turchese è uno sfondo molto più affascinante delle scenografie della produzione teatrale. Qualche critica in più si può invece muovere alla produzione del film dal punto di vista squisitamente interpretativo...
Meryl Streep non si smentisce e si cala nel ruolo di Donna in maniera splendida, e anche se non è proprio nata per cantare, porta a casa la parte con professionalità e con la giusta intenzione in ciascuno dei brani che la vedono impegnata, da quelli più scanzonati come ‘Money, money, money’ al momento più “drammatico” di ‘The winner takes it all’. Amanda Seyfried è una deliziosa Sophie, di cui traspare tutta la confusione mentale generata dalla situazione in cui si è messa con le sue manine, che trova un credibilissimo partner nello Sky di Dominic Cooper (il Dakin originale di ‘The history boys’). Le note più critiche – per non dire stonate, e se non lo diciamo è proprio solo grazie ai mirabolanti mezzi della tecnica e degli studi di registrazione – spettano invece al trio di padri di Sophie, selezionati certo in virtù di una certa loro popolarità sul grande schermo, ma che non potrebbero mai ricoprire quei ruoli in teatro per evidenti limiti vocali… per cui il Sam di Pierce Brosnan, l’Harry di Colin Firth e il Bill di Stellan Skarsgård una tiratina di orecchie se la prendono in coro!
Azzeccatissime invece e, come già a teatro fonte di una buona fetta delle risate per il pubblico, Tanya e Rosie, le due amiche di gioventù di Donna, interpretate da Christine Baranski e Julie Walters.
Una menzione speciale al clima in sala, decisamente particolare, con un bel po’ di spettatori che non riescono a resistere e iniziano a canticchiare i pezzi degli ABBA e, quando ai titoli di coda scatta il megamix, l’effetto è ancora più vistoso perché si lascia la sala in mezzo a un coretto improvvisato… Thank you for the music, the songs I’m singing
Thanks for all the joy they’re bringing…
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martedì 29 luglio 2008
Here I go again, my, my, how can I resist you?
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London's Bad Idea Bears
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13:07
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people dropped their two cents... YAY!!!
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sabato 19 gennaio 2008
Swing your razor high Sweeney!
Non recensisco perché ce ne dovrebbe essere una seconda visione congiunta con il BBB in un paio di settimane, però
1. Caspita se lo swinga 'sto rasoio Mr. T!
2. Il film merita, parecchio. Mi rendo conto che sono molto parziale per due motivi di nome Johnny e Tim, ma aho è bello!
3. A quel cretino che a fine spettacolo si lamentava delle scene di sangue: fai il paio con quello che due settimane fa ha fatto un po' di commenti sulle troppe (3) scene di sesso in Lust, Caution (Lussuria in italiano... mi sento poco bene...). Tutto il rosso che c'era sul poster a cosa pensavi che fosse dovuto? Al rossetto sbafato di Helena Bonham-Carter?
4. Per Maggie: poi il film te lo racconto a parte, non ti preoccupare.
5. Per Ida: ho visto il trailer di "Batman ritorna per l'ennesima volta per qualche motivo incomprensibile". Heath conciato da Joker sembra Helena Bonham-Carter col trucco sbafato!
6. In uno dei trailer pre-film, dopo un quarto d'ora di descrizione di un eroe indistruttibile e che tutti noi conosciamo ed amiamo, è apparso Rambo o quello che ne resta. Tutta la sala 8 dell'Islington Vue è scoppiata in una fragorosa risata.
1. Caspita se lo swinga 'sto rasoio Mr. T!
2. Il film merita, parecchio. Mi rendo conto che sono molto parziale per due motivi di nome Johnny e Tim, ma aho è bello!
3. A quel cretino che a fine spettacolo si lamentava delle scene di sangue: fai il paio con quello che due settimane fa ha fatto un po' di commenti sulle troppe (3) scene di sesso in Lust, Caution (Lussuria in italiano... mi sento poco bene...). Tutto il rosso che c'era sul poster a cosa pensavi che fosse dovuto? Al rossetto sbafato di Helena Bonham-Carter?
4. Per Maggie: poi il film te lo racconto a parte, non ti preoccupare.
5. Per Ida: ho visto il trailer di "Batman ritorna per l'ennesima volta per qualche motivo incomprensibile". Heath conciato da Joker sembra Helena Bonham-Carter col trucco sbafato!
6. In uno dei trailer pre-film, dopo un quarto d'ora di descrizione di un eroe indistruttibile e che tutti noi conosciamo ed amiamo, è apparso Rambo o quello che ne resta. Tutta la sala 8 dell'Islington Vue è scoppiata in una fragorosa risata.
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London's Bad Idea Bears
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21:41
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sabato 5 gennaio 2008
Trying to forget...
In realtà il titolo del DVD in questione è "Never Forget", ma dopo aver avuto il coraggio di acquistarlo (capiteci & perdonateci, era in forte offerta!!!) e guardarlo, stiamo ancora cercando di dimenticarlo!
Ebbene si, ancora prima che questo musical juke-box con i brani dei Take That arrivi ufficialmente nel West End (cosa che avverrà a maggio al Savoy sullo Strand) ne è stato prodotto un DVD assolutamente ufficiale e legale girato live alla Manchester Opera House.
La storia è abbastanza semplice: il giovane Ash/Gary Barlow (Dean Chisnall, decisamente bravo) sta per sposarsi e nel contempo sua madre ha problemi di soldi e rischia di perdere il pub. Per cui quando il suo migliore amico e futuro cognato Jake/Robbie Williams (Craige Els, simpatica faccia da schiaffi) gli prospetta l'idea di un'audizione per formare una tribute band dei Take That e partecipare ad un concorso con in palio un premio in denaro per quello giudicato come il gruppo migliore, il ragazzo, dopo qualche esitazione, accetta.
Ai due si aggiungono il timido Adrian/Mark Owen (Tim Driesen), continuamente cornificato dalla ragazza, lo spogliarellista Dirty Harry/Jason Whatshisname (Eaton James) ed uno spagnolo con un qual certo complesso di Edipo, Jose/Quellodei5chemanca (Stephane Anelli).
Ash però viene considerato troppo superiore agli altri e quindi gli viene offerto un contratto solo per lui da una manager senza scrupoli, che non è interessata solo alla sua voce. Segue tragedia con rottura del fidanzamento con la sua Chloe (Nancy Turner, una voce, un richiamo per le balene) e litigata con amici-componenti del gruppo.
Non crediamo ci sia bisogno di aggiungere che alla fine Ash tornerà all'ovile nella sua Manchester ed il lieto fine è assicurato.
Tutto questo ovviamente scandito dai maggiori successi dei Take That, da Pray a Relight My Fire, da A Million Love Songs al finale con Never Forget, seguito dal megamix secondo la migliore tradizione dei musical juke box.
Che dire? Viene spontaneo nostro malgrado un paragone con i due spettacoli più famosi e che hanno in qualche modo creato il genere e lasciateci dire che questo non è in grado neanche di allacciargli le scarpe... Mamma Mia! e We Will Rock You si reggono ugualmente su trame graciline, ma i dialoghi sono brillanti e divertenti e ti lasciano con quella sensazione di feel good che invece non abbiamo recepito con Never Forget.
A tutto questo aggiungete che la recitazione ed i vocals in alcune circostanze sono di qualità bassina (anche se c'è da dire che magari la resa audio del televisore non era proprio il massimo), l'adattamento e la reiterazione fino alla nausea di alcuni brani dopo un po' diventa irritante e capirete perché poi alla fine lo abbiamo trovato boring beyond belief!
Viene spontaneo chiedersi se il Savoy resterà occupato a lungo da maggio in poi calcolando che si tratta anche di un teatro di una certa entità...
Ebbene si, ancora prima che questo musical juke-box con i brani dei Take That arrivi ufficialmente nel West End (cosa che avverrà a maggio al Savoy sullo Strand) ne è stato prodotto un DVD assolutamente ufficiale e legale girato live alla Manchester Opera House.
La storia è abbastanza semplice: il giovane Ash/Gary Barlow (Dean Chisnall, decisamente bravo) sta per sposarsi e nel contempo sua madre ha problemi di soldi e rischia di perdere il pub. Per cui quando il suo migliore amico e futuro cognato Jake/Robbie Williams (Craige Els, simpatica faccia da schiaffi) gli prospetta l'idea di un'audizione per formare una tribute band dei Take That e partecipare ad un concorso con in palio un premio in denaro per quello giudicato come il gruppo migliore, il ragazzo, dopo qualche esitazione, accetta.
Ai due si aggiungono il timido Adrian/Mark Owen (Tim Driesen), continuamente cornificato dalla ragazza, lo spogliarellista Dirty Harry/Jason Whatshisname (Eaton James) ed uno spagnolo con un qual certo complesso di Edipo, Jose/Quellodei5chemanca (Stephane Anelli).
Ash però viene considerato troppo superiore agli altri e quindi gli viene offerto un contratto solo per lui da una manager senza scrupoli, che non è interessata solo alla sua voce. Segue tragedia con rottura del fidanzamento con la sua Chloe (Nancy Turner, una voce, un richiamo per le balene) e litigata con amici-componenti del gruppo.
Non crediamo ci sia bisogno di aggiungere che alla fine Ash tornerà all'ovile nella sua Manchester ed il lieto fine è assicurato.
Tutto questo ovviamente scandito dai maggiori successi dei Take That, da Pray a Relight My Fire, da A Million Love Songs al finale con Never Forget, seguito dal megamix secondo la migliore tradizione dei musical juke box.

Che dire? Viene spontaneo nostro malgrado un paragone con i due spettacoli più famosi e che hanno in qualche modo creato il genere e lasciateci dire che questo non è in grado neanche di allacciargli le scarpe... Mamma Mia! e We Will Rock You si reggono ugualmente su trame graciline, ma i dialoghi sono brillanti e divertenti e ti lasciano con quella sensazione di feel good che invece non abbiamo recepito con Never Forget.
A tutto questo aggiungete che la recitazione ed i vocals in alcune circostanze sono di qualità bassina (anche se c'è da dire che magari la resa audio del televisore non era proprio il massimo), l'adattamento e la reiterazione fino alla nausea di alcuni brani dopo un po' diventa irritante e capirete perché poi alla fine lo abbiamo trovato boring beyond belief!
Viene spontaneo chiedersi se il Savoy resterà occupato a lungo da maggio in poi calcolando che si tratta anche di un teatro di una certa entità...
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domenica 11 novembre 2007
There's no business like show business
Volete veramente sapere come nasce un musical from the cradle to (unfortunately...) the grave, sentire le cazzate (passate il francesismo) che possono sparare dei presunti critici del genere seduti intorno ad un tavolo da Sardi's (e che gli andasse tutto di traverso a 'sti yogurt andati a male!) sul futuro di show che ancora devono aprire e scoprire come, per fortuna, spesso il loro giudizio al vetriolo venga smentito dal pubblico?
Allora questo splendido documentario "Show business - the road to Broadway" fa per voi.
Realizzato tra il 2003 ed il 2004, racconta la storia di come Avenue Q, Caroline or Change, Taboo e Wicked sono nati, stati preparati, andati in scena e, nel caso degli ultimi due, spariti nel giro di pochi mesi.
E' bello per un appassionato del genere vedere un workshop del 1999 dove vengono per la prima volta presentati i mitici pupazzi di Q o la faccia stupita di tutto il cast quando per la prima volta Idina si presenta alle prove nel suo verdigris o i problemi che hanno accompagnato la messa in scena di Taboo legati ai guai personali della sua produttrice Rosie O'Donnell o come Caroline or Change è stato un work in progress per i due composer Jeanine Tesori e Tony Kushner praticamente fino al giorno della prima preview.
Il racconto parte dalla primavera del 2003, quando i quattro show stanno per vedere la luce e si ferma ai Tony 2004, dove, contrariamente alle previsioni, Avenue Q si portò a casa i premi più prestigiosi, lasciando al blockbuster da $ 1,000,000 a settimana "solo" la statuetta per la migliore attrice alla Menzel.
Alla storia degli spettacoli, si intrecciano quelle personali di alcuni degli attori che vi partecipano, come Tonya Pinkins che ha messo molto delle sue vicissitudini familiari nel personaggio di Caroline o Euan Morton, somigliante in maniera impressionante a Boy George, che con la chiusura dopo solo tre mesi di Taboo (musical autobiografico di Mr. George O'Dowd) ha perso il suo permesso di lavoro negli USA e si è dovuto arrangiare per cercare di rimanere nel paese.
Il tutto intervellato dalle botte di cattiveria e stupidità di critici di testate prestigiose, che escono veramente malissimo da tutta la storia.
Il tipo che sosteneva che Avenue Q non sarebbe andato da nessuna parte perché non aveva un segmento di mercato a cui questo spettacolo poteva interessare, se siamo fortunati, ora da Sardi's ci fa il lavapiatti...
Il documentario è uscito brevemente la scorsa estate sugli schermi americani così come il DVD è uscito per ora solo per il mercato di USA e Canada, quindi prima di acquistarlo accertatevi di avere un lettore multizona. E se non fosse così, dezonate il lettore che ne vale la pena! :-D
PS: e guardate per intero anche i titoli di coda, che colei che canta questa versione un po' particolare della Lullaby of Broadway potrebbe esservi vagamente familiare...
Allora questo splendido documentario "Show business - the road to Broadway" fa per voi.
Realizzato tra il 2003 ed il 2004, racconta la storia di come Avenue Q, Caroline or Change, Taboo e Wicked sono nati, stati preparati, andati in scena e, nel caso degli ultimi due, spariti nel giro di pochi mesi.
E' bello per un appassionato del genere vedere un workshop del 1999 dove vengono per la prima volta presentati i mitici pupazzi di Q o la faccia stupita di tutto il cast quando per la prima volta Idina si presenta alle prove nel suo verdigris o i problemi che hanno accompagnato la messa in scena di Taboo legati ai guai personali della sua produttrice Rosie O'Donnell o come Caroline or Change è stato un work in progress per i due composer Jeanine Tesori e Tony Kushner praticamente fino al giorno della prima preview.
Il racconto parte dalla primavera del 2003, quando i quattro show stanno per vedere la luce e si ferma ai Tony 2004, dove, contrariamente alle previsioni, Avenue Q si portò a casa i premi più prestigiosi, lasciando al blockbuster da $ 1,000,000 a settimana "solo" la statuetta per la migliore attrice alla Menzel.
Alla storia degli spettacoli, si intrecciano quelle personali di alcuni degli attori che vi partecipano, come Tonya Pinkins che ha messo molto delle sue vicissitudini familiari nel personaggio di Caroline o Euan Morton, somigliante in maniera impressionante a Boy George, che con la chiusura dopo solo tre mesi di Taboo (musical autobiografico di Mr. George O'Dowd) ha perso il suo permesso di lavoro negli USA e si è dovuto arrangiare per cercare di rimanere nel paese.
Il tutto intervellato dalle botte di cattiveria e stupidità di critici di testate prestigiose, che escono veramente malissimo da tutta la storia.
Il tipo che sosteneva che Avenue Q non sarebbe andato da nessuna parte perché non aveva un segmento di mercato a cui questo spettacolo poteva interessare, se siamo fortunati, ora da Sardi's ci fa il lavapiatti...
Il documentario è uscito brevemente la scorsa estate sugli schermi americani così come il DVD è uscito per ora solo per il mercato di USA e Canada, quindi prima di acquistarlo accertatevi di avere un lettore multizona. E se non fosse così, dezonate il lettore che ne vale la pena! :-D
PS: e guardate per intero anche i titoli di coda, che colei che canta questa versione un po' particolare della Lullaby of Broadway potrebbe esservi vagamente familiare...
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21:39
4
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