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domenica 16 novembre 2008

And in a perfect world

...a miracle would happen e finalmente potremmo vedere una versione completa di The Last Five Years che ci soddisfi appieno, ma neanche stavolta è stato così...
Doveva inizialmente essere un one-off per celebrare i 5 anni di Notes from New York, poi a grande richiesta è diventato un three-off e per fortuna si sono fermati lì perché, a dirla proprio tutta, questa operazione non è che sia proprio riuscita benissimo!

Come oramai tutti i nostri 4 gatti fedeli lettori sapranno, i BIB hanno un grosso debole per due autori: il maestro Sondheim ed il ggggiovane Jason Robert Brown, per cui una nuova messa in scena di The Last Five Years andava assolutamente vista. Soprattutto perché il ruolo di Cathy sarebbe stato interpretato dalla bravissima Julie Atherton, che è tanto nei nostri cuoricini di orsetti per essere stata la Kate Monster originale di Avenue Q qui a Londontown. Su Jamie - Paul Spicer invece avevamo già prima di vederlo sul palco le nostre perplessità in quanto, pur non avendolo mai osservato dal vivo, dalle immagini promozionali che giravano in rete ci sembrava istintivamente poco adatto in quanto troppo efebico e "pulitino" per essere un ambizioso giovane scrittore con la passione per serate con amici, sbornie e donne.

Effettivamente, l'espressione sui nostri volti a fine show la diceva lunga sul limitato stato di soddisfazione, soprattutto perché quando si ha per le mani del materiale del genere, la voglia di farne qualcosa di molto buono dovrebbe essere tale e tanta da non farle proprio prendere in considerazione, certe opzioni di casting e allestimento. La Atherton si è confermata molto in gamba, specialmente laddove la vena brillante ed i tempi comici venivano messi in gioco (Summer in Ohio) o nei momenti più introspettivi e drammatici (Still Hurting). Qualche caduta nello overacting qua e là, ma nell'insieme molto nella parte che, come pensavamo alla vigilia, pare costruita abbastanza su misura per lei.
Peccato che... le note positive di questa rappresentazione però finiscono sostanzialmente qui: se l'orchestra con tanto di ricca sezione d'archi è stata impeccabile, il fonico aveva evidenti problemi di udito, se è vero che le voci degli interpreti sono state a tratti totalmente coperte da quel muro di suono... la scenografia, riciclata dalla play in scena in quel momento (La ragazza dall'orecchino di perla, per la cronaca) non è che sia sempre stata funzionale, la messa in scena non ha proprio rispettato le direttive originali che vogliono questa sorta di interazione/non interazione tra i due personaggi e che quindi li vuole spesso entrambi in scena nello stesso momento... Julie e Paul erano in scena sempre da soli, con un effetto di alternanza sul palco quasi sanremese.

E - saving the worst for last... - purtroppo i nostri timori su Spicer si sono rivelati fondati, ma anche peggio: Jamie non era proprio il suo character ideale, tanto che il ruolo che gli è venuto meglio è stato quello del clock del sarto di Klimovitch nella Schmuel Song! Non solo, però, è stato poco credibile, ma anche vocalmente non si è affatto dimostrato all'altezza di uno score indubbiamente demanding, ma a qualcuno che si proponga come West End performer per uno show di questo tipo, le stecche e calature sparse che i nostri orecchi hanno dovuto sentire non si possono proprio perdonare. Perché, a dirla tutta, nel suo caso, ci sentiamo di escludere la responsabilità del fonico nei momenti in cui della sua voce ssi poteva solo dire: non pervenuta!

sabato 12 luglio 2008

A handful of two talented men


Non c'è niente da fare, vedere i composers sul palco eseguire o seguire o ammirare i loro lavori c'ha il suo fascino. Dopo Jason Robert Brown e Andrew Lippa, stavolta è toccato a Stiles & Drewe mettere in mostra i loro lavori ed il loro talento per celebrare i 25 anni della loro collaborazione. A coadiuvarli, alcuni nomi decisamente noti del West End.


WHERE: Her Majesty's theatre (Oh yes, the Phantom's home!)
WHEN: 6 July, 2008
HOW WAS THE SHOW?

Diciamo che non è che sia andata preparatissima all'evento, nel senso che prima di domenica sera dei due conoscevo solo le canzoni aggiunte a Mary Poppins e Honk! (basato sulla storia del brutto anatroccolo e che nel 2000 ha pure vinto l'Olivier come miglior musical).
Ora sto programmando di andare a Leeds a Natale a vedere il loro Peter Pan (sperando che ad interpretarlo sia lo stesso superlativo ex Munchkin James Gillian) e non vedo l'ora che Soho Cinders trovi un teatro!
Ad introdurre George & Ants è stato Barry Humphries, aka il vecchio giudice laido del recente reality I'd do anything, e il timore che fosse lui a presentare tutta la serata con le sue battute vecchie come lui e viscide come i suoi capelli freschi di tinta sbagliata è stato grande, ma per fortuna è passato poi tutto nelle mani dei protagonisti che si sono raccontati tramite parole e canzoni per quasi tre ore di piacevolissimo spettacolo.

Nel primo atto si sono succeduti tra gli altri Clive Rowe, Julie Atherton, Oliver Tompsett, James Gillian, Daniel Boys, Joanna Riding, Claire Moore in brani tratti da Just So, Honk!, Peter Pan e alcuni progetti in divenire.
Ovviamente non poteva mancare Mary Poppins, anzi sul palco ce ne sono state ben tre, Lisa O'Hare, "the predecessor" Scarlett Strallen (che dovrebbe denunciare il suo parrucchiere) e "the tour version" Caroline Sheen, che hanno eseguito Practically Perfect...practically perfectly!

Il secondo atto si è aperto con Drewe & Daniel Boys con un altro brano da Honk!, un brano al pianoforte in cui si prendeva in giro la terribile moda degli anni '80 della Nouvelle Cuisine (della serie e dopo s'annavamo tutti a fa' du' fish & chips che di fame ce n'era tanta e soldi rimasti pochi) eseguito dai due composers e un absolutely hilarious Diva, parodia delle cantanti liriche in carne, solo che questa diva pur avendo le physique du role, difettava un tantinello in intonazione.

Di seguito è toccato a quello che secondo me è stato il top della serata, questo nuovo lavoro, Soho Cinders, che è la storia molto riveduta e molto corretta di Cenerentola, in cui un Robbie (la gloria locale Gareth Gates) un ragazzo gay che gestisce con due sorellastre un po' zoccole (Riding & Moore) un bar a Soho ha questa relazione via internet chat con un ragazzo che in realtà è il candidato sindaco James Prince (Tompsett), strafidanzato.
Nella storia ci sono anche la migliore amica di Robbie, una parrucchiera che ha il negozio vicino al caffé, tale Velcro (Leanne Jones, che se non ci sono lacche e capelli di mezzo non è contenta...), la ciclista lesbica Sidesaddle (la diva di cui sopra Alison Jiear, di nuovo fantastica), il cinico patrigno di Robbie, Les (Boys) e il paparazzo Jackson (Gillian).
Da questo show sono state presentate semi-staged sette canzoni che fanno intuire che trattasi di un lavoro che potrebbe avere il suo porco successo.
Chiusura poi tutti quanti con Anything can happen da Mary Poppins, bis di George & Ants, applausi scroscianti per tutti.

In tre parole: bello, bello, bello!

mercoledì 14 maggio 2008

Heaven helps my ears

Come direbbe un commentatore di tennis rincoglionito che io e il BBB adoriamo, parterre de roi per due sere alla Royal Albert Hall per l'ennesima versione riveduta e corretta di Chess (devo ancora capire se ha più edizioni questo musical o Blade Runner) in concert.
Le premesse per una serata spettacolare c'erano tutte, ma non proprio tutto tutto è andato come avrebbe dovuto...

WHERE: Royal Albert Hall, London
WHEN: 13 maggio 2008
HOW WAS THE SHOW?

La storia penso sia abbastanza nota: Lo sfondo sono due campionati mondiali di scacchi. Il primo atto è ambientato nel 1979 a Merano dove la sfida tra il campione americano Freddie Trumper e quello sovietico Anatoly Sergievsky non ambisce solo alla conquista del titolo di world champion, ma anche dell'amore di una donna, Florence, con contorno di arbitri, complotti e propaganda politica con diserzione finale del russo per stare con Florence Il secondo atto si svolge invece un anno dopo a Bangkok, con l'americano sconfitto l'anno prima passato al ruolo di commentatore e l'apparizione della moglie di Anatoly, Svetlana, con Anatoly che alla fine si riconferma campione nonostante il casino che ha intorno, si lascia con Florence e ritorna da Santa Madre Russia da vincitore.

La cosa che mi ha irritato non poco è stato l'impianto audio da oratorio di paese. Sul circle si sentiva poco e male ma pare che pure chi aveva pagato fior di quid per stare nelle stalls non se la sia vista (o sentita) molto meglio.
Inoltre tutta la mia solidarietà a chi si è visto passare davanti tutto il tempo i cameramen che stavano registrando tutto in quanto sembra che di questo concerto verrà fatto un DVD in uscita a Natale e chi aveva davanti il braccio giraffone fornito sempre di telecamera, che si muoveva in continuazione.
Poco "professionale" anche il fatto che nell'intermezzo avessero già finito i programmi, costo £ 7.50, ma sinceramente molto ben fatto.

Ma passiamo alla descrizione di questo parterre de roi:

Josh Groban as Anatoly: ha la presenza scenica e le capacità recitative di un carciofo lesso, ma la voce è spettacolare. A quanto pare la RAH era impaccata di Grobanites pure abbastanza agées venute all the way from the US solo per sentirlo e nel finale di primo atto con Anthem ha spianato pure i funghetti che favoriscono la risonanza piazzati sul soffitto della Hall.

Idina Menzel as Florence, la donna contesa: questa donna che personalmente adoro deve avere una qualche issue con le versioni concert degli show dove tende a dimenticarsi tanto di recitare che le parole delle canzoni. Laddove vocalmente non è che mi sia dispiaciuta, anche se la sua voce è stata una di quelle maggiormente colpite dalla schifezza dell'audio, i suoi atteggiamenti sul palco sono stati piuttosto incomprensibili, sembrava a quasi a disagio. Segnalo il sistemarsi isterico della giacchetta nel primo atto, le scarpe con tacco improbabile che ci hanno fatto temere in più di un'occasione che volesse "defying gravity" e volare giù dalle scale e 'ste braccia o a penzoloni o le mani in tasca pure con il vestito stra-elegante del secondo atto che mi ha fatto venire la tentazione di urlarle in mode Verdone on "e metti le mano in tasca, e leva le mano, e movi le mano...io je tajereei quee mano!"

Adam Pascal as Freddie: boh, ho notato più la mise bianca che la performance. Abbastanza average, troppo Roger in parecchi punti, tranne in Pity the child in cui è stato notevole. Peccato che l'orchestra lo abbia totalmente sovrastato per le note finali...

Kerry Ellis as Svetlana: che la ragazza non sia proprio il mio flavour of the month è abbastanza noto, però ieri sera non le si poteva dire proprio nulla, anzi! Non so se ci sia stata una riffa prima dello show e lei e Groban hanno vinto gli unici due microfoni funzionanti, ma pure nel suo caso la voce è arrivata loud and clear.
Il momento "I know him so well", con le due Elphabe a confronto secondo me si è concluso senza né vincitori né vinti e non è stato niente male, anzi...

David Bedella as Molokov, il secondo di Anatoly: oddio era vestito, che strano :-D. Bravo bravo bravo con la sua voce di tonalità un'ottava sotto il rutto (copyright Nerwen), anche se la sensazione generale era che sarebbe stato più adatto come arbitro (per la cronaca, la sottoscritta era convintissima fino alla settimana scorsa che avrebbe interpretato quello di ruolo).

Marti Pellow as the Arbiter: si, figli degli anni '80 e '90, lo conoscete pure voi, è quello che ci ha tormentato per mesi con "I feel it in my fingers, I feel it in my soul". Ieri sera ci sarebbe piaciuto pure a noi to feel something quando cantava, ma ciò non accadde, purtroppo, mannaggia.

Clarke Peters as Walter, del gruppo di Freddie: sprecato. Me lo ricordo come Porgy nel bellissimo Porgy & Bess dello scorso anno al Savoy e qui ha mostrato solo in parte quanto vale.

Menzione particolare al meraviglioso coro di 100 elementi e all'ensemble che comprendeva il caro Jon Robyns, che si è pure beccato un bel pestone dal Pascal e dal suo ego spropositato.

MOMENTI ROTFL DELLA SERATA:

- Merano eseguita con il testo che passava sul maxischermo alle spalle del palco ed interpretazione splendida del coro, che alla fine ha pure sventolato le bandierine italiane. All'inizio si è temuto il vero momento karaoke, poi invece si è sperato che tutti i testi passassero su detto maxischermo per capirci un po' di più.

- Il maxischermo in teoria doveva fare da complemento alla storia ed ad un certo punto ha mostrato questa Svetlana-Kerry col colbacco in testa ed i due bambini in uno pseudo filmato amatoriale. Dalle mie parti ci sono state le convulsioni per le risate.

- Il momento "Amici di Maria de Filippi" con uno dei ballerini che ha sbagliato la presa ed un altro po' la ballerina si scatafascia a terra. Temevo di vedere Steve La Chance che li cazziava a fine esibizione...

* le foto sono state recuperato da un sito di fans di due degli autori del musical, gli ex Abba Benny Andersson and Björn Ulvaeus: http://www.icethesite.com



martedì 13 maggio 2008

It's that time of the year...

... e quindi stamattina presto (erano le 8.30 a NYC) la nostra "amica" Sara Ramirez aka Dr. Callie Torres aka Original Lady of the Lake si è presentata alla Public Library per annunciare le nominations ai Tony per il 2008...

Per commenti, pronostici e speranze ci riserviamo ancora un attimino, ma come non diffondere le candidature?

Best Play:
August: Osage County
Rock 'n' Roll
The Seafarer
The 39 Steps
Best Musical:
Cry-Baby
In the Heights
Passing Strange
Xanadu
Best Book of a Musical:
Cry-Baby, Mark O'Donnell and Thomas Meehan
In the Heights, Quiara Alegria Hudes
Passing Strange, Stew
Xanadu, Douglas Carter Beane
Best Original Score:
Cry-Baby, Music & Lyrics: David Javerbaum & Adam Schlesinger
In The Heights, Music & Lyrics: Lin-Manuel Miranda
The Little Mermaid, Music: Alan Menken and Lyrics: Howard Ashman and Glenn Slater Passing Strange, Music: Stew and Heidi Rodewald Lyrics: Stew
Best Revival of a Play:
Boeing-Boeing
The Homecoming
Les Liaisons Dangereueses
Macbeth
Best Revival of a Musical:
Grease
Gypsy
Rodgers and Hammerstein's South Pacific
Sunday in the Park With George
Best Performance By a Leading Actor in a Play:
Ben Daniels, Les Liaisons Dangereuses
Laurence Fishburne, Thurgood
Mark Rylance, Boeing-Boeing
Rufus Sewell, Rock 'n' Roll
Patrick Stewart, Macbeth
Best Performance By a Leading Actress in a Play:
Eve Best, The Homecoming
Deanna Dunagan, August: Osage County
Kate Fleetwood, Macbeth
S. Epatha Merkerson, Come Back, Little Sheba
Amy Morton, August: Osage County
Best Performance By a Leading Actor in a Musical:
Daniel Evans, Sunday in the Park With George
Lin-Manuel Miranda, In the Heights
Stew, Passing Strange
Paulo Szot, Rodgers and Hammerstein's South Pacific
Tom Wopat, A Catered Affair
Best Performance By a Leading Actress in a Musical:
Kerry Butler, Xanadu
Patti LuPone, Gypsy
Kelli O'Hara, Rodgers and Hammerstein's South Pacific
Faith Prince, A Catered Affair
Jenna Russell, Sunday in the Park With George
Best Performance By a Featured Actor in a Play:
Bobby Cannavale, Mauritius
Raúl Esparza, The Homecoming
Conleth Hill, The Seafarer
Jim Norton, The Seafarer
David Pittu, Is He Dead?
Best Performance By a Featured Actress in a Play:
Sinead Cusack, Rock 'n' Roll
Mary McCormack, Boeing-Boeing
Laurie Metcalf, November
Martha Plimpton, Top Girls
Rondi Reed, August: Osage County
Best Performance By a Featured Actor in a Musical:
Daniel Breaker, Passing Strange
Danny Burstein, Rodgers & Hammerstein's South Pacific
Robin De Jesús, In The Heights
Christopher Fitzgerald, The New Mel Brooks Musical Young Frankenstein
Boyd Gaines, Gypsy
Best Performance By a Featured Actress in a Musical:
de'Adre Aziza, Passing Strange
Laura Benanti, Gypsy
Andrea Martin, The New Mel Brooks Musical Young Frankenstein
Olga Merediz, In The Heights
Loretta Ables Sayre, Rodgers & Hammerstein's South Pacific
Best Direction of a Play:
Maria Aitken, The 39 Steps
Conor McPherson, The Seafarer
Anna D. Shapiro, August: Osage County
Matthew Warchus, Boeing-Boeing
Best Direction of a Musical:
Sam Buntrock, Sunday in the Park with George
Thomas Kail, In The Heights
Arthur Laurents, Gypsy
Bartlett Sher, Rodgers & Hammerstein's South Pacific
Best Choreography:
Rob Ashford, Cry-Baby
Andy Blankenbuehler, In The Heights
Christopher Gattelli, Rodgers & Hammerstein's South Pacific
Dan Knechtges, Xanadu
Best Orchestrations:
Jason Carr, Sunday in the Park with George
Alex Lacamoire & Bill Sherman, In the Heights
Stew & Heidi Rodewald, Passing Strange
Jonathan Tunick, A Catered Affair
Best Scenic Design of a Play:
Peter McKintosh, The 39 Steps
Scott Pask, Les Liaisons Dangereuses
Todd Rosenthal, August: Osage County
Anthony Ward, Macbeth
Best Scenic Design of a Musical:
David Farley and Timothy Bird & The Knifedge Creative Network, Sunday in the Park with George
Anna Louizos, In the Heights
Robin Wagner, The New Mel Brooks Musical Young Frankenstein
Michael Yeargan, Rodgers & Hammerstein's South Pacific
Best Costume Design of a Play:
Gregory Gale, Cyrano de Bergerac
Rob Howell, Boeing-Boeing
Katrina Lindsay, Les Liaisons Dangereuses
Peter McKintosh, The 39 Steps
Best Costume Design of a Musical:
David Farley, Sunday in the Park with George
Martin Pakledinaz, Gypsy
Paul Tazewell, In the Heights
Catherine Zuber, Rodgers & Hammerstein's South Pacific
Best Lighting Design of a Play:
Kevin Adams, The 39 Steps
Howard Harrison, Macbeth
Donald Holder, Les Liaisons Dangereuses
Ann G. Wrightson, August: Osage County
Best Lighting Design of a Musical:
Ken Billington, Sunday in the Park with George
Howell Binkley, In the Heights
Donald Holder, Rodgers & Hammerstein's South Pacific
Natasha Katz, The Little Mermaid
Best Sound Design of a Play:
Simon Baker, Boeing-Boeing
Adam Cork, Macbeth
Ian Dickson, Rock 'n' Roll
Mic Pool, The 39 Steps
Best Sound Design of a Musical:
Acme Sound Partners, In the Heights
Sebastian Frost, Sunday in the Park with George
Scott Lehrer, Rodgers & Hammerstein's South Pacific
Dan Moses Schreier, Gypsy
Special Tony Award for Lifetime Achievement in the Theatre:
Stephen Sondheim
Regional Theatre Tony Award:
Chicago Shakespeare Theater
Special Tony Award:
Robert Russell Bennett (1894-1981), in recognition of his historic contribution to American musical theatre in the field of orchestrations, as represented on Broadway this season by Rodgers & Hammerstein's South Pacific.

sabato 29 marzo 2008

How do you re-arrange a song like Maria?


WHERE? Menier Chocolate Factory London
WHEN? 19 March 2008
HOW WAS THE SHOW?

Incantati completamente da questa donna eccezionale lo scorso anno nel concerto Good Thing Going - Simply Sondheim, non appena abbiamo scoperto che ci sarebbe stata una sua serie di concerti alla beloved Menier Chocolate Factory, abbiamo immediatamente acquistato i biglietti per la prima preview.

E che si può dire di una che ha Sondheim come padrino di uno dei suoi figli, il quale bimbo lo identifica come il signore che ha tanti bei giocattoli e prepara ottimi sandwich al cetriolo, e che ha Michel Legrand che le scrive una canzone appositamente per questo show? Giusto inginocchiarsi e dirle “we ain’t worth it!”

Non si sa se per il poco tempo trascorso dalla fine del run o per scelta, ma la scenografia era praticamente la stessa de La Cage, con la differenza che sul palco al posto delle Cagelles c’erano 11 spettacolari musicisti in grado di suonare circa 40 strumenti differenti diretti dai due MD Michael Haslam e Chris Walker.
Maria entra a sorpresa cantando che non sa bene con cosa iniziare, per cui farà per primo il suo numero di chiusura salutando e ringraziando tutti per aver partecipato, per poi a fine canzone osservare dalle quinte che ora non ha qualcosa con qui chiudere... Riparte poi dalla platea (evvabbé, non c’è galleria, ma non stiamo a sottilizzare) cantando Marry me a Little, con la voce un po’ rotta dall’emozione, ma non per questo meno catchy. Ci spiega che questo show è composto da canzoni che ama e che un po’ rappresentano la sua vita e attacca “A child is born” seguita dalla splendida “I won’t mind”. Purtroppo non c’era un programma di sala disponibile, per cui non tutte i brani sono state identificati, ma vale la pena ricordare la versione a cappella di “Tom’s diner” di Suzanne Vega, una versione molto (forse pure troppo) slow di “You’re my sunshine” ed il finale del primo atto col botto “Sunday in the park with Dot” ovvero un medley da SITPWG dal punto di vista di Dot che ci ha totalmente stesi visto l’amore che nutriamo per questo musical e anche preparati alla visione che ci attendeva poi domenica 23...

Da non dimenticare neanche lo splendido pezzo scritto appunto appositamente da Legrand “Le Trombone” che ha consentito agli elementi della band di mettere in mostra tutta la loro abilità nel cambiare strumento con una facilità disarmante. Segnaliamo in particolare il ragazzo che dal fondo del palco alternava xilofono, batteria e percussioni letteralmente saltando dall’uno all’altro!

Nell’intervallo, ancora un po’ overwhelmed, abbiamo fatto ulteriori salti di gioia quando abbiamo visto apparire sul palco l’inconfondibile tavolo di Mrs Lovett ed i suoi infarinatissimi pies. A Maria serviva giusto...a customer! E chi passava di là quella sera ed era seduto in prima fila? Toh, Philip Quast, che aveva abbandonato quel palco proprio una settimanella prima dopo 3 mesi di La Cage! Diciamo che la canzone non è che sia stata proprio eseguita alla perfezione visto che i due hanno iniziato a scherzare tra loro (con Maria che ad un certo punto ha urlato a Quast “Stop upstaging me!”), ma il tutto è stato molto divertente.
E’ stato poi il secondo momento dell’orchestra con un’esecuzione molto alternativa della Ballad of Sweeney Todd mixata con il tema della Pantera Rosa, il tutto condito con altri pezzi sempre tratti da Sweeney.

Altro momento forte è stato il coinvolgimento di un ragazzo del pubblico per “Short People”, che è stato pure costretto a suonare il flauto, con Maria che ha chiesto al pubblico chi era stato costretto ad imparare a suonare quello strumento a scuola, ottenendo un hands up quasi totale (cavolo, ‘ste torture sono internazionali allora?).

Nel finale non poteva mancare il suo cavallo di battaglia Broadway Baby e un bell’Happy Birthday eseguito a sorpresa dalla band visto che questa signora celebrava le sue XX (non si dice l’età di una signora!) primavere that very day.
Bellissima serata, con la Friedman che potrebbe interpretare e cantare pure l’elenco del telefono e ti farebbe cadere la mascella, che sa passare da un momento brillante e spiritoso ad uno drammatico e sentito nel giro di pochi secondi, seriously. E che voce....

Lo spettacolo è alla Menier fino al 4 maggio e merita, di brutto!

lunedì 10 marzo 2008

I'do anything

Ovvero il titolo del nuovo reality di Sir Andrew Lloyd Webber che ricerca un Oliver! e una Nancy per un'altra riedizione di un altro classico che parte da sabato.

Il trailer è un tajo grazie al mitico John "Captain Jack" Barrowman e Denise "BastachenonfaMaureen" Van Outen.

lunedì 25 febbraio 2008

And the winner is...


E che mancava domenica sera? Il tappeto rosso c’era, le star di Hollywood pure (Kevin Spacey baby, mica pizza e fichi, Kaiser Sauzee in person nonché Daniel "Harry Potter" Radcliffe), le altre celebrities sedute tra il pubblico, check, il trofeo urendo, check, i presentatori che vogliono fare gli spiritosi ma ci riescono solo in parte, check, speeches con ringraziamenti e foglietto da cui leggere le peggio frasi retoriche e i nomi di tutta la produzione, check. Insomma si stava meglio al Lyric che a Los Angeles no? No? Evvabbé, che quattro gatti difficili che siete!

Per la prima volta in otto anni di gloriosa esistenza i Whatsonostage.com awards hanno celebrato con un concerto la consegna dei premi assegnati dal pubblico che ha votato online i musical e le plays del 2007 e l’idea non è stata malvagia, anche se alcune performance me le sarei risparmiate volentieri. No, ogni riferimento a

1) due brani due da The Light in the Piazza (e meno male che c’hanno risparmiato i pezzi in italiano) nell’ambito della celebrazione dei musical di B’way che ancora non sono arrivati da questa parte del pond nonostante ringraziando il cielo lo show abbia chiuso da un po’. E che nessuno pensi di portarlo a Londra, grazie;

2) Un Mama who bore me da Spring Awakening eseguita modello tarantolato;

3) Ben James Ellis che è un cane oltre che un cafonazzo: “thank god I’m not Joseph”: ma se quando t’hanno eliminato un altro po’ andavi da Sir Andrew Lloyd Leather (il giacchetto che indossava gosh.. :pukes:, ma manco Hutch nei momenti migliori!) e gli tiravi contro il tuo orsacchiotto preferito! A regazzi’ a votare sono prevalentemente le squinzie e per questo hai vinto qualcosa, in un award teatrale serio manco ad accompagnare la gente per tre passi come ai Brit Awards te vogliono!

3) Il mai troppo denigrato Never Forget Megamix che ha fatto da numero finale. Non ce la faccio a dire altro se non “all I do each night is pray, hoping that you’ll be vacating the Savoy in less than a day”;

non è puramente casuale.

Le highlights della serata:

1) Harry Potter and the History Boy snog. Daniel è stato un mito: il presentatore un po’ tanto invadente che era nel cast originale di The History Boys gli è letteralmente saltato addosso con tutta la sua non indifferente mole e lui dopo ‘sto bacio ha ripreso una compostezza che levati. Peccato che c’abbia un gusto nel vestire un po’ come dire...antico.

2) Bertie Carvel e Lara Pulver che eseguono All the Wasted time da Parade...:chills down my spine: mio marito è un genio!

3) Michael Ball seduto in un palco adiacente al mio posto che si è cantato qualsiasi cosa dietro a chiunque fosse sul palco, incluso il Diamonds are a girl’s best friends delle due scosciatissme Christine attuali trincando bottiglie di vino bianco.

4) Lee Mead, perché c’era, ‘nuff said.

5) Shaun Escoffery che non ho visto in platea ma che mi ha letteralmente sfiorata fuori dal teatro con tanto di coccolone. Il mio piumino non vedrà mai più una tintoria, che si sappia.

6) Il mooning di Oliver Thompsett, che mi ha fatto dimenticare per un attimo che l’archetto non gli funzionava poverino, mentre cantava di vacanze in Spagna che gli avevano cambiato la vita.

7) Sharon D Clarke :more chills down my spine: che canta la storia di una prostituta di Brixton nell’ambito della presentazione della nuova stagione del King’s Head dove dovrò andare prima o poi visto che ce l’ho letteralmente sotto casa.

8) La sorpresa Buddy ovvero tutto quello che avreste voluto fare con un contrabbasso ma non avete mai osato eseguire. Mortacci che bravi!

9) Il fischio da scaricatore del porto di Doncaster (che è vicina al mare più o meno come Milano ma chissene) di Sheridan Smith [no BBB, Pòl Chiting non c’era].

Menzione speciale per i due Princeton/Rod Jon Robyns e Daniel Boys e per “I miss the music” da Curtains, l’omaggio di Kander allo scomparso Ebb.

giovedì 7 febbraio 2008

Olivier 2008

Non sono i (cit. Carmen Ghia) "Tony Tony Tony Tony Tony Tony" né come rilevanza pratica né soprattutto come tipo di cerimonia (sono anni che non viene trasmessa in televisione, accidenti a loro!), ma i candidati musical-i di quest'anno agli Olivier hanno il loro perché anche se a dirla tutta, di veramente nuovo c'è pochino tra cose che giravano già a Broadway da un po' e riedizioni...
La fa da padrone Hairspray con ben 11 nomination, ma molto bene hanno fatto anche lo splendido Parade, la deliziosa riedizione di Little Shop of Horrors (niente nomination per Pòl Chiting però e il BBB si dispera ;-) ) e, a sorpresa, l'immeritatamente sfortunato The Drowsy Chaperone.
Ah si, c'è pure the Lord of the Rings ... anche se (cit. Parade) "it don't make sense to me".


Di seguito i candidati, limitatamente al settore musical (per alcuni premi "tecnici" si mischiano però prosa e musical)

BEST NEW MUSICAL

- THE DROWSY CHAPERONE
- HAIRSPRAY
- THE LORD OF THE RINGS
- PARADE

BEST MUSICAL REVIVAL

- FIDDLER ON THE ROOF
- LITTLE SHOP OF HORRORS
- THE MAGIC FLUTE- IMPEMPE YOMLINGO

BEST ACTRESS IN A MUSICAL

- Leanne Jones for HAIRSPRAY
- Lara Pulver for PARADE
- Sheridan Smith for LITTLE SHOP OF HORRORS
- Summer Strallen for THE DROWSY CHAPERONE

BEST ACTOR IN A MUSICAL

- Michael Ball for HAIRSPRAY
- Bertie Carvel for PARADE
- Henry Goodman for FIDDLER ON THE ROOF
- Bob Martin for THE DROWSY CHAPERONE

BEST PERFORMANCE IN A SUPPORTING ROLE IN A MUSICAL

- Tracie Bennett for HAIRSPRAY
- Elinor Collett for HAIRSPRAY
- Shaun Escoffery for PARADE
- Alistair McGowan for LITTLE SHOP OF HORRORS

BEST DIRECTOR

- Rob Ashford for PARADE e
- Marianne Elliott and Tom Morris for WAR HORSE
- Rupert Goold for MACBETH
- Jack O'Brien for HAIRSPRAY

BEST THEATRE CHOREOGRAPHER

- Rob Ashford for PARADE
- Jerry Mitchell for HAIRSPRAY
- Casey Nicholaw for THE DROWSY CHAPERONE
- Toby Sedgwick for WAR HORSE

BEST LIGHTING DESIGN

- HAIRSPRAY designed by Kenneth Posner
- THE LORD OF THE RINGS designed by Paul Pyant
- MACBETH designed by Howard Harrison
- WAR HORSE designed by Paule Constable

BEST SET DESIGN

- HAIRSPRAY designed by David Rockwell
- THE LORD OF THE RINGS designed by Rob Howell
- MACBETH designed by Anthony Ward and Lorna Heavey
- WAR HORSE designed by Rae Smith and Handspring Puppet Company

BEST COSTUME DESIGN

- THE DROWSY CHAPERONE designed by Gregg Barnes
- HAIRSPRAY designed by William Ivey Long
- THE LORD OF THE RINGS designed by Rob Howell
- THE MAN OF MODE designed by Vicki Mortimer

BEST SOUND DESIGN

- HAIRSPRAY designed by Steve C. Kennedy
- THE LORD OF THE RINGS designed by Simon Baker
- PARADE designed by Terry Jardine and Nick Lidster
- SAINT JOAN designed by Paul Arditti with music by Jocelyn Pook
- WAR HORSE designed by Christopher Shutt with music by Adrian Sutton and John Tams


Gli awards verranno consegnati il prossimo 9 marzo.